con traduttore made blog P.C.

Miei cari amici vicini e lontani buongiorno, ovunque voi siate!

About me

Il profilo dell’Autore
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Quando l’Autore nacque, il 31 Gennaio del 1940,  era di Mercoledì e subito scoppiò la guerra!
Del paese che gli ha dato i natali, l’autore ricorda una scritta che campeggiava sul muro di una casa della via principale (per la verità, l’unica del paese):
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Provincia di Milano
Velocità Km. 15
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E questo la dice lunga sullo stato dei mezzi di trasporto che circolavano allora.
Tuttavia il paese  era collegato alla capitale lombarda da un tram che sferragliava lungo la statale del Sempione e che contribuì in modo decisivo alla sua evoluzione culturale rispetto al capoluogo d’appartenenza.
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Fin da piccolo, l’Autore ebbe uno spiccato interesse per la materia aeronautica, infatti, riusciva a costruire aeroplani. Ma non avendo i mezzi e le cognizioni tecniche per farli volare, si limitava a costruire idrovolanti che, assicurati con una funicella, cercava di mettere a galleggiare nei canali d’irrigazione. Ma il peso dei chiodi impiegati per la loro costruzione era tale che invariabilmente affondavano.
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Una volta, il suo babbo lo portò, sulla canna della bicicletta, sulla strada provinciale Varesina, ben prima di Saronno.
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In quel luogo atterravano e decollavano aerei impiegati in operazioni belliche. Ma quelli che verosimilmente erano aerei Stork tedeschi, la gente li chiamava “cicogne”.
Tanto bastò perché l’Autore fosse indotto ad approfondire la materia che lo portò a scoprire come non fosse vero che i bambini erano portati dalla cicogna, come invece credevano i suoi coetanei.
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All’età di vent’anni, non ancora maggiorenne, iniziò a prendere lezioni di volo all’Aeroclub di Bresso che a quel tempo allineava nella sua flotta i mitici Piper Cub: aerei ad ala alta fatti di legno e tela.
Erano i tempi in cui la materia era insegnata a forza di calci nel sedere e per questo motivo, dopo poche ore di lezione, dovette ricorrere a frequenti impacchi d’acqua fredda.
Domo ma non vinto, si prefisse di riprendere l’argomento il giorno in cui fosse stato in grado di comprarselo, un aeroplanino. Ma arrivato a quel punto, per affari di cuore - è sempre stato un innamorato - non ottenne l’abilitazione medica necessaria per conseguire il brevetto, e tuttavia riuscì ad imparare a volare un pochino.
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L’argomento aeronautico ha permeato quasi tutta la sua vita. Qualche tempo fa dovette curarsi un disturbo allo stomaco causato da un batterio. E il nome del batterio era “Helicobatterius Piloris”. Così, tanto per gradire! . 
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   Ora porta con sussiego un’aquiletta d’oro sul bavero della giacca, ma non si definisce un pilota.
   Una volta sola ha usato quest’appellativo, quando chiese al nipotino se avesse informato i suoi compagni dell’asilo che il nonno era un pilota.
   E questi, senza alzare gli occhi dal disegno che stava colorando, rispose:
- Non interessa a nessuno!
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Tratto dal libro
“Perché vola l’aeroplano” best seller internazionale. tiratura... 1 sola copia [in possesso dell'autore]..


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Altre opere dello stesso autore:
  • La storia che divenne una bella fiaba.
  • C’è del tenero fra noi.
  • Come rovinarsi il fegato, ovvero: una storia vera un po’ romanzata.
  • Vai col vento.
  • Il raggio di bicicletta.
  • Perchè vola l’aeroplano: seconda parte.
  • E la storia continua.
  • Manuale di “Infortunistica”